IN PLAIN SIGHT – video, fotografie, disegni, 2020-2012

  • diverse dimensioni
Le teorie di gentrificazione del XXI secolo e il rinnovamento urbano hanno reso lo spazio pubblico uno spazio funzionale in cui non si può più intervenire, indugiare, dormire o riposare senza destare sospetti o addirittura incorrere in penalità legali. Gli amministratori della città continuano a perseguire progetti che non coinvolgono la popolazione locale in termini di bisogni e desideri reali, portando a costanti rilocazioni. Visto da questo punto di vista, lo spazio pubblico è costantemente strutturato e organizzato senza la “mente locale”, che in termini antropologici equivale alla cultura dell’abitare e dell’interagire con lo spazio.
Questi video investigano la relazione degli abitanti di alcune città con il proprio contesto urbano, registrandone azioni spontanee. Per assenza si apre la questione della legittimazione: tutti si sentono di usare lo spazio pubblico in ugual misura?
La serie si fonda sulla considerazione dello spazio pubblico come un indicatore dei tempi in cui viviamo e come un luogo in cui, idealmente, tutti i cittadini sono abilitati a celebrare la loro individualità ed esprimere le loro narrazioni.